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Martedì 26 Settembre 2017
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SE PER UNA VOLTA IL GOVERNO CROCETTA FA UNA SCELTA GIUSTA...

...apriti cielo! I sindacati insorgono per difendere l'indifendibile. Proteste, minacce di scioperi, manifestazioni più o meno riuscite, in sostanza per mantenere i tanti privilegi dei dipendenti regionali. Per le associazioni sindacali è senza dubbio il momento delle scelte difficili, ma è anche il momento di avere coraggio

24/03/2015

I nostri lettori sanno che non siamo mai stati particolarmente teneri nei confronti del governatore Crocetta e del suo governo ma questa volta non possiamo non condividere, alcune almeno, delle logiche che sembrano essere alla base della nuova finanziaria regionale. Non sappiamo se il merito spetti al governatore o al suo assessore/commissario Baccei, ma dobbiamo riconoscere che per la prima volta sembrerebbe che la politica abbia preso coscienza della situazione, abbia compreso che senza un ridimensionamento della spesa corrente non vi è speranza di sviluppo nè di ripresa economica nè tantomeno di rilancio dell`occupazione.
Purtroppo non abbiamo avuto neppure il tempo di esprimere il nostro seppur parziale consenso che abbiamo dovuto assistere alla discesa in campo dei sindacati. Proteste, minacce di scioperi, manifestazioni più o meno riuscite per difendere una serie di privilegi che ben poco hanno a che vedere con i diritti dei lavoratori. In una regione dove la disoccupazione, giovanile e non, ha raggiunto livelli da record, in una regione in cui le aziende chiudono a ritmo incessante, in una regione in cui i giovani fuggono alla ricerca di una speranza, in una regione così si può continuare a combattere per mantenere l`immantenibile?
Si può ancora pensare che i regionali vadano in pensione con il 108% dell`ultimo stipendio mentre le persone normali saranno fortunate se vi andranno con il 70%? Si può ancora pensare ad un sistema che prevede promozioni a prescindere dal merito? Si può ancora pensare ad una Regione con 2.000 dirigenti, più o meno come l`intero Nord Italia? Si può anche solo ipotizzare che tutto questo possa ancora essere difeso come se si trattasse di una conquista e non invece il presupposto per una crisi regionale che rischia di divenire irreversibile?
Il sindacato è chiamato a scelte difficili, lo comprendiamo, ma crediamo sia arrivato il momento del coraggio. Ci sarà da scegliere fra lo sviluppo e la difesa dei privilegi. Se mancherà il coraggio sono certo che prima o poi sarà lo stesso sindacato a pagarne le conseguenze!
M.d.M.

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