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Martedì 26 Settembre 2017
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Interporto: crolla il muro del silenzio

Dopo quasi 20 anni, la trasmissione “L`aria che tira” di La7 toglie il velo su una brutta vicenda. Un esempio di disastro all`italiana, su cui la magistratura non ha mai ritenuto di mettere le mani

07/04/2015

Ci provai da presidente della Camera di Commercio di Catania, ci provai ancora come Confcommercio Sicilia, ma non riuscii mai né a far pubblicare un articolo serio sull`Interporto di Catania né ad aprire un dibattito sul tema.

Le accuse, anche pesanti, sollevate pubblicamente nel corso di convegni; gli scritti, ripetuti sul nostro giornale, caddero in un sistematico silenzio, come, peraltro, l`invito ad alcuni giornalisti ad approfondire il tema.

Intorno all`Interporto del professor De Dominicis, che qualcuno aveva scherzosamente soprannominato Harry Potter per la fantastica abilità dimostrata nel mascherare la realtà, regnava, fino a ieri, il silenzio più assoluto! Una catena di ferro fatta di amicizie, di legami con la stampa, di assunzioni, di interessi, di incarichi e di consulenze, di rapporti con la politica di sinistra come di destra, impediva a chiunque di aprire un confronto su un progetto che anno dopo anno appariva sempre più confuso ed autoreferenziale. Venti anni sono passati da quando venne costituita la S.I.S, Società Interporti Siciliani, venti anni e la S.I.S è ancora in start up, venti anni in cui sono stati spesi oltre 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) euro per il compenso degli amministratori a cui ovviamente deve essere aggiunto quello per il collegio sindacale e per gli altri organi di controllo, venti anni in cui sono stati spesi, ufficialmente, per la gestione, circa 14.000.000 (quattordicimilioni) di euro, ma in realtà molti di più, perchè almeno altri 6.000.000 (seimilioni) di euro di spese sono stati abilmente «travestiti» in costi capitalizzati!
Tante spese che ovviamente vanno aggiunte alle decine di milioni investiti per realizzare l`area di sosta, già pronta ed affittata, e il polo logistico, in corso di realizzazione.
Per produrre cosa? Crediamo sia una domanda legittima visto e considerato che i soci della SIS sono tutti enti pubblici, per cui alla fine del gioco pagheranno, come sempre, i contribuenti.
Ad oggi, e lo ripetiamo ancora sono passati venti lunghi anni, l`unica opera completata è l`area di sosta, costata parecchi milioni di euro e data in affitto per 36.000 euro annui, diventati oggi poco più di 40.000 euro, diciamo 3.500 € al mese.
Un bell`investimento, non c`è che dire! Se lo avesse fatto un privato sarebbe già fallito da anni.
Ora, invece, il nuovo presidente Albanese, succeduto  al mitico De Dominicis, ed a cui non ci sentiamo di attribuire colpa alcuna, anzi, al quale vogliamo riconoscere il merito di aver fortemente tagliato i compensi ad amministratori e sindaci, è costretto a chiedere altri sette milioni di euro ai soci facendo capire che se non arrivano i fondi salta il banco!
Aggiungiamo, ma lo facciamo senza volontà di infierire, che quando anche il polo logistico fosse completato, il famoso Interporto di Catania continuerebbe ad essere una assoluta schifezza, permettetemi il vocabolo, con aree separate da chilometri e con carenze strutturali già  ripetutamente evidenziate dal gestore dell`area di sosta.
Un esempio di disastro all`italiana, su cui sorprende che a tutt`oggi non abbiano mai ritenuto di mettere le mani né la magistratura ordinaria né quella contabile.
di Pietro Agen

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